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Legge di iniziativa popolare per un FISCO più EQUO e GIUSTO

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UTILIZZAZIONI E ASSEGNAZIONI PROVVISORIE

 

Segnaliamo di seguito i termini  fissati, che sono stati posticipati rispetto a quelli previsti in sede di confronto:

dal 15 al 30 giugno

 

personale docente scuola infanzia e primaria (esclusivamente tramite la modalità di istanze on-line);

dal 1° al 15 luglio

 

personale docente della scuola di I e II grado (esclusivamente tramite la modalità di istanze on-line);

dal 1° al 15 luglio

 

personale educativo e docenti di religione cattolica  (domande in formato cartaceo); entro il 10 agosto personale ATA

                                                                                        (domande in formato cartaceo) 

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LOGHI SINDACALI

COMUNICATO

Per cambiare il ddl sulla scuola decise ulteriori azioni di mobilitazione  

 

   CAMBIARE

  • Il testo del disegno di legge di riforma votato ieri dalla Camera lascia irrisolte molte delle sue più evidenti criticità e non dà risposta alle richieste che stanno alla base di una mobilitazione condivisa e partecipata dall’intero mondo della scuola. Resta dunque ancora la necessità di apportare al testo di legge profondi cambiamenti~e si motiva per questo la proclamazione di ulteriori iniziative di lotta sugli stessi obiettivi individuati nella piattaforma dello sciopero generale del 5 maggio:
  • un piano di assunzioni che non può limitarsi soltanto a quanti sono inseriti nelle GAE, escludendo decine di migliaia di docenti e ATA oggi in servizio con contratto a tempo determinato
  • no al potere dei dirigenti di conferire incarichi ai docenti attraverso la chiamata diretta dagli albi territoriali
  • no alla valutazione dei docenti con criteri arbitrari e~ la costituzione di commissioni prive delle necessarie competenze
  • regolazione per contratto di tutte le materie che hanno ricadute su aspetti normativi e retributivi a del rapporto di lavoro
  • impegni precisi per il rinnovo del contratto nazionale
  • Questi obiettivi verranno riproposti in tutte le sedi di confronto nelle quali i sindacati saranno impegnati, alla luce di quanto convenuto a Palazzo Chigi il 12 maggio, a partire dall’incontro di lunedì 25 maggio con la ministra Giannini al MIUR, e successivamente con~ le audizioni al Senato e l’ulteriore incontro col governo, puntando a ottenere i necessari cambiamenti al testo di legge.
  • A tal fine le segreterie di Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals Confsal e Gilda Fgu~ proclamano lo sciopero della prima ora di servizio per tutti gli scrutini in ciascuna delle prime due giornate di svolgimento delle operazioni, le cui date sono individuate in relazione al calendario adottato da ogni singola istituzione scolastica, con esclusione delle classi terminali dei cicli di studio.
  • Lo sciopero del personale docente coinvolto nelle operazioni di scrutinio avverrà nel pieno rispetto delle disposizioni di legge e contrattuali, salvaguardando le legittime aspettative di studenti e famiglie. Per il personale docente della scuola dell’infanzia, il personale educativo e il personale ATA lo sciopero si effettuerà nella prima ora di servizio (e nell’ultima, in caso di turno pomeridiano) delle giornate individuate per la scuola in cui presta servizio
  • Proseguiranno le iniziative~organizzate a livello territoriale e nelle scuole~per un’azione costante di informazione e coinvolgimento~ dei cittadini~ sulle ragioni e sugli obiettivi della mobilitazione; si darà inoltre vita nella giornata di venerdì 5 giugno, con inizio alle 21, ad una iniziativa dal titolo "La cultura in piazza" con fiaccolate che avranno luogo contemporaneamente in tutte le principali città italiane.
  • Nei prossimi giorni verranno diffuse più puntuali indicazioni operative su tutte le iniziative previste.

Roma, 21 maggio 2015

 

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          DDL scuola, restano le criticità, continua la mobilitazione

  • Il testo del disegno di legge di riforma licenziato oggi dalla Camera non risolve nessuna delle criticità su cui da settimane stiamo rivendicando il confronto con governo e forze politiche, sostenuti da una mobilitazione di ampiezza senza precedenti con cui l’intero mondo della scuola chiede di apportare al testo di legge profondi cambiamenti, salvaguardando un’idea di scuola fondata sulla condivisione, la cooperazione, la giusta valorizzazione di tutte le professionalità.

 

  • Rispetto alla prima stesura del disegno di legge la Camera ha apportato solo modifiche marginali, lasciando sostanzialmente inalterati i punti da noi contestati; restano infatti esclusi dal piano di assunzione i precari non inclusi nelle GAE, si conferma una modalità di assegnazione dei docenti alle scuole che non assicura né efficacia di gestione, né garanzie di trasparenza; si conferma l’affidamento improprio e inopportuno di funzioni valutative a studenti e genitori nei confronti dei docenti; si mantiene, rinviandone solo di qualche tempo gli effetti, il divieto di conferire contratti a termine per più di 36 mesi, trasformando così in negazione del diritto al lavoro le norme dirette a contrastare l’abuso di lavoro precario; si riducono e in qualche caso si azzerano gli spazi di contrattazione nella disciplina di importanti aspetti normativi e retributivi del rapporto di lavoro.

 

  • Su tutti questi punti riprenderemo, a partire dall’incontro di lunedì al MIUR, un confronto che si svolgerà secondo le tappe concordate il 12 maggio a Palazzo Chigi. Obiettivo è ottenere dalla discussione che si svolgerà in Senato le necessarie modifiche ai contenuti della legge. Restano al momento per intero le ragioni della mobilitazione, che pertanto continuerà anche nei prossimi giorni, nei modi che saranno definiti unitariamente nell’incontro in programma oggi stesso fra i segretari dei sindacati maggiormente rappresentativi.

 

  • Roma, 20 maggio 2015

Francesco Scrima, segretario generale Cisl Scuola

 

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SCIOPERO DEL 5 MAGGIO - LE NOSTRE MANIFESTAZIONI!

piazze 050515

  

Il premier scrive agli insegnanti e chiude così la sua lettera: "Il nostro progetto non è prendere o lasciare e siamo pronti a discutere. Ma facciamolo nel merito, senza la paura di cambiare". Proprio da quelle affermazioni vogliamo partire, ponendo una questione di metodo non irrilevante, prima di entrare, come viene chiesto ai destinatari della missiva, nel merito.

 

Nel metodo

 

Con quali tempi e in quali sedi il governo intende condurre il confronto che sta sollecitando? Nei giorni che restano prima dell’approvazione del provvedimento di legge su cui stanno discutendo le Camere? Se i tempi sono questi, è difficile ritenerli sufficienti. Ancor più se lo strumento attraverso cui si dialoga è uno scambio epistolare che coinvolge grosso modo 750.000 persone (escludendone peraltro almeno 250.000 che non sono insegnanti ma che partecipano anch’essi, col loro lavoro, a mandare avanti ogni giorno la nostra scuola). In gioco c’è qualcosa di più della praticabilità di questa "apertura di dialogo", c’è la sua credibilità. Ci auguriamo che il premier ne sia consapevole.

 

Per l’ennesima volta, il tema sotteso e sostanzialmente eluso è la funzione dei soggetti di rappresentanza professionale e sociale, che la Carta Costituzionale riconosce come trama essenziale del tessuto democratico ma che il governo non ha voluto fin qui considerare, se non marginalmente, come interlocutori con cui dialogare nella costruzione del suo progetto di riforma. Nonostante la solenne affermazione secondo cui "per fare la Buona Scuola … ci vuole un Paese intero".

 

Nel merito

 

Nel merito delle proposte del governo noi ci siamo entrati da subito, con analisi approfondite e indicazioni puntuali scaturite anche dal confronto capillare e diffuso con la categoria. Lo abbiamo fatto senza alcuna paura del cambiamento, anzi rivendicando i cambiamenti che la scuola italiana attende da tempo nelle politiche di governo in termini di attenzione e sostegno all’importanza, alla complessità e alla gravosità delle funzioni che le sono assegnate e alle quali fa fronte, ogni giorno, con la fatica, l’impegno e la passione di chi ci lavora.

 

Abbiamo avanzato ripetutamente proposte di merito, e non è certo per scelta nostra - ma per l’assenza di risposte da parte del governo - se queste sono diventate la piattaforma di una mobilitazione che ha visto il coinvolgimento dell’intero mondo della scuola e grazie alla quale si è aperto qualche spiraglio per un confronto finora sostanzialmente negato. Proposte e richieste che in estrema (e non certo esaustiva) sintesi possiamo così riassumere:

 

  • intervenire con provvedimento d’urgenza su organici e assunzioni, per non finire fuori tempo massimo rispetto all’avvio dell’anno scolastico. Il piano deve avere scansione pluriennale per dare risposta a tutte le legittime aspettative dei precari
  • no alla procedura di "chiamata" dagli albi territoriali, soluzione affrettata, confusa e rischiosa
  • no alla presenza di soggetti non dotati di specifica competenza (genitori e studenti) negli organismi chiamati a valutare sul  piano professionale i docenti
  • rispetto e valorizzazione delle prerogative contrattuali nella disciplina del rapporto di lavoro (economica e normativa)

 

Prendere o lasciare

 

Perché il confronto possa produrre buoni esiti, non deve trasformarsi in un "prendere o lasciare": al riguardo, e tanto per fare anche noi qualche punto di chiarezza su affermazioni che circolano in questi giorni, chiediamo che non si usi il ricatto delle assunzioni come "spada di Damocle" sospesa sulle richieste di modifica che il sindacato avanza rispetto alle più evidenti criticità del provvedimento in discussione.

 

Le assunzioni non possono essere ridotte a merce di scambio per far accettare obtorto collo altri pezzi di riforma sbagliati e dannosi: le assunzioni sono la conditio sine qua non perchè le scuole possano rispondere efficacemente alla domanda formativa del Paese. Con organici adeguati e lavoro stabile. La richiesta sindacale di un piano pluriennale di assunzioni nasce dalla diretta e profonda conoscenza di una realtà complessa come quella del precariato, che rende iniqua, insufficiente e generatrice di infinito contenzioso la soluzione prevista nel disegno di legge. Non basta, su temi di questa portata, affidarsi alla suggestione dei "grandi numeri", e soprattutto non si perseguono obiettivi ambiziosi, come l’eliminazione della precarietà, con soluzioni improvvisate e affrettate (e anche per questo più volte modificate).

 

Allo stesso modo, il giusto obiettivo di "favorire l’incontro tra competenze ed aspirazioni dei singoli insegnanti e le esigenze formative che processi innovativi e diagnosi valutative fanno maturare nelle singole scuole" non può essere perseguito improvvisando modalità di assegnazione della sede ai docenti di cui chiunque conosca davvero la scuola può vedere facilmente sia le enormi difficoltà di gestione, sia altri non trascurabili rischi sotto il profilo delle garanzie di imparzialità e trasparenza delle procedure. La citazione virgolettata è tratta dal testo del CCNL del comparto scuola (art. 4, comma 2), a dimostrazione di quanto sia infondato e sbagliato considerare la contrattazione come sinonimo di resistenza al cambiamento e al miglioramento della qualità del servizio. È proprio il reiterato blocco dei rinnovi contrattuali, in realtà, ad avere fin qui impedito di intraprendere percorsi di innovazione delineati nel Contratto ma resi impraticabili da perduranti politiche di disinvestimento in istruzione e formazione. Ed è ancora il contratto d’istituto la sede in cui è da sempre possibile, attraverso il confronto fra dirigenza e parte sindacale, individuare criteri da tutti condivisi sulla gestione delle risorse configurate come salario accessorio.

 

Cambiare la proposta, questo l’obiettivo

 

Quelli qui accennati sono soltanto una parte degli argomenti, tantissimi, sui quali chiediamo da mesi che si apra un confronto vero e serio. Il percorso delineato nell’incontro del 12 maggio a Palazzo Chigi diventa perciò una verifica decisiva sulla credibilità delle affermazioni di apertura al dialogo fatte dal governo e dal suo premier. La Cisl Scuola farà di tutto perché il confronto si traduca nelle necessarie modifiche al testo di legge in discussione, per farne un passaggio che avvia una fase positiva e di crescita per la nostra scuola, non un’ulteriore stagione di tensioni, conflitti e disagi.

 

Roma, 14 maggio 2015

 

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“Ddl scuola, salvati gli scatti;                                                                     

ora cambiare verso con l'ascolto e il confronto”      s 330f0e574e                               Piuttosto confusa e approssimativa, nonostante la solita facondia espositiva e le inevitabili slides,  la presentazione del disegno di legge sulla scuola fatta oggi dal premier. Evidentemente la materia gli è un po’ ostica. Attendiamo dunque di leggere il testo per una valutazione più puntuale. Ci pare comunque notevole la distanza da quanto contenuto nel rapporto Buona Scuola: e meno male.

Evidente la correzione di rotta sulle carriere dei docenti. Si prende finalmente atto che le loro retribuzioni, già oggi in forte sofferenza, non possono subire altre decurtazioni, come avverrebbe modificando la progressione per anzianità, unico fattore di difesa del loro potere d’acquisto. Lo ripetiamo da mesi, bene riscontrare finalmente un minimo di ascolto.Sul versante assunzioni, pilastro portante dell’intero progetto Buona Scuola, apprendiamo che le tanto sbandierate 150.000 assunzioni si riducono a circa 100.000. Esclusi dalla stabilizzazione i tanti precari con anni di servizio, ma non presenti nelle GAE. E questo nonostante gli obblighi posti dalla normativa europea e dalla sentenza della Corte di Giustizia.

Addirittura inquietante la vaghezza degli accenni a temi di straordinaria delicatezza, come le modalità di assunzione del personale, del suo utilizzo e della sua valutazione, con una visione a dir poco disinvolta della figura e del ruolo del dirigente scolastico; la scuola dell’autonomia non ha certo bisogno di presidi sindaco, né tanto meno di presidi amministratore unico, quando risulta decisiva ai fini della qualità dell’offerta formativa la gestione condivisa e partecipata di tutte le componenti che operano nella comunità scolastica.

L’interminabile susseguirsi, fin qui, di annunci e rinvii, sta anche a dimostrare i limiti di un progetto spinto da ambizioni faraoniche ma la cui debolezza di impianto si evidenzia sempre di più. Anche perché nella sua elaborazione, nonostante l’enfasi sulla consultazione on line, è mancato il coinvolgimento dell’attore principale di ogni processo di vera innovazione, il corpo professionale che deve metterla in atto. Abbiamo visto i lavoratori della scuola tenuti ai margini e l’ostentato rifiuto di ogni considerazione per le loro rappresentanze. In questi giorni il mondo della scuola, nelle elezioni delle RSU, ha dato un paio di segnali inequivocabili, partecipando al voto in una percentuale che si aggira sull’80% e accreditando le sigle sindacali firmatarie del contratto nazionale di un consenso che va oltre il 92% dei voti espressi. Un recupero di saggezza consiglierebbe al premier, abbandonate le velleità decretatorie, di aprirsi finalmente all’ascolto e al confronto con una realtà, quella di chi opera nella scuola, da sempre protagonista del cambiamento vero, oltre che quotidianamente impegnata ad assicurare col suo lavoro l’esercizio di un fondamentale diritto di cittadinanza.

Roma, 12 marzo 2015

Francesco Scrima, Segretario Generale Nazionale

 

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DOSSIER: LINEE GUIDA

 

NOI E LA BUONA SCUOLA PER IL PAESE

 

                                                                                                                                             leggi tutto

 

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